Forum Digitale 2011

Anche se un pò in ritardo un breve post sulla bella esperienza al Forum Digital 2011.

Quando Nicola Mattina mi ha invitato a preparare un Ignite per la session che si sarebbe tenuta durante il Forum della Comunicazione Digitale a Milano ero sicuramente lusingato di partecipare ma altrettanto dubbioso su cosa preparare, poi è arrivato lo spunto.

Colgo molto spesso in queste occasioni in cui si parla di innovazione e futuro della comunicazione digitale, anche in presenza di ricchi e succosi panel di esperti in materia, una grande carenza di figure come i designer, i grafici ed i progettisti in genere, figure fondamentali per la visibilità, il futuro ed il successo di questo settore. Molto spesso la visione tecno-centrica toglie spazio a quelle che sono esperienze e caratteristiche fondamentali come l’interaction design, l’user interface design ed il progetto di design in genere. Così ho deciso di proporre una riflessione che partisse esplicitamente dal punto di vista del progettista e che da quell’esperienza suscitasse riflessioni che spesso vengono sottovalutate.

In questo caso specifico, quello del futuro dell’editoria digitale, sono andato ad indagare su quelle che dovrebbero essere le linee guida per il vero successo del progetto editoriale per supporti non cartacei. Il supporto cartaceo rappresenta un simbolo per la nostra cultura, un simbolo che ha in se una serie di valori aggiunti che non sono dati dal contenuto specifico. Calcare le strade del marketing e della pubblicità per il passaggio dal cartaceo al digitale senza tener conto di quelli che sono i valori più profondi che il prodotto editoriale a acquisito da Gutenberg a Steve Jobs rischia di generare una bolla che nessuno di noi desidera. A mio avviso è quindi necessario tenere conto di quanto stà dietro a quel gesto, a quel rito, che da cinquecento anni ci tiene attaccati alle pagine di libri, riviste e quotidiani.

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