Cosmic Panda, la nuova interfaccia di Youtube?

YouTube sta attualmente testando una nuova interfaccia maturata dal sudore dei giovani progettisti che lavorano nel suo incubatore, TestTube.

L’esperimento, chiamato Cosmic Panda, è stato annunciato giovedì sul blog ufficiale di YouTube. Quando si entra in Cosmic Panda, YouTube ci suggerisce di controllare un video, un canale o una playlist (e così ho fatto!)

Nella fruizione dei singoli video la nuova interfaccia garantisce una buona lettura in quanto i video sono piazzati su sfondo nero e come è  questo favorisce la lettura dei fotogrammi che scorrono sul video. Per quanto riguarda i canali trovo che ancora non ci siamo, la complessità dell’offerta che alcuni canali propongono già da tempo su youtube in questa nuova versione ne esce penalizzata. Per quanto riguarda le playlist trovo che le differenze rispetto alla versione attuale di youtube non siano molte, da apprezzare il fatto che la pagina non venga ricaricata dopo la conclusione di ogni video.

Per il resto il redesign degli elementi che compongono l’interfaccia risulta gradevole, anche se ancora si sente la mancanza di qualcosa, icuramente mancano ancora diversi passi in avanti ma direi che Cosmic Panda è una buona base di partenza.

The Google Plus project…

Dopo il fallimento di Google Wave e il moderatissimo successo di Google Buzz l’astronave che domina il web decide di approdare su una nuova galassia. A prima impressione il nuovo mastodontico progetto Google Plus mi sembra lanciare aspettative di pari intensità rispetto a quelle che si percepivano nella rete lo scorso anno al lancio di Wave ma con molto meno buzz e chiacchericcio.

A Mountain View sembra che abbiano deciso di caricare il lancio di Plus proponendo contenstualmente il redesign dell’interfaccia del motore di ricerca la quale, nei suoi nuovi tratti distintivi, ammicca chiaramente al segno utilizzato per il nuovo servizio.. Come sempre gli interventi risultano minimali ma significativi. Tra tutti quello più degno di nota sembra essere il lavoro che è stato fatto sugli elementi iconografici, che, come si intuisce vanno ad anticipare quelli di Plus.

Come già è stato per Wave, anche per Plus si riescono ad intuirne le funzionalità e le potenzialità, ma come si è potuto sperimentare lo scorso anno, “tra il dire e il fare…”. Lascio le conclusioni a quando lo avrò provato un pò, intanto…

…la corsa all’invito è iniziata!

Forum Digitale 2011

Anche se un pò in ritardo un breve post sulla bella esperienza al Forum Digital 2011.

Quando Nicola Mattina mi ha invitato a preparare un Ignite per la session che si sarebbe tenuta durante il Forum della Comunicazione Digitale a Milano ero sicuramente lusingato di partecipare ma altrettanto dubbioso su cosa preparare, poi è arrivato lo spunto.

Colgo molto spesso in queste occasioni in cui si parla di innovazione e futuro della comunicazione digitale, anche in presenza di ricchi e succosi panel di esperti in materia, una grande carenza di figure come i designer, i grafici ed i progettisti in genere, figure fondamentali per la visibilità, il futuro ed il successo di questo settore. Molto spesso la visione tecno-centrica toglie spazio a quelle che sono esperienze e caratteristiche fondamentali come l’interaction design, l’user interface design ed il progetto di design in genere. Così ho deciso di proporre una riflessione che partisse esplicitamente dal punto di vista del progettista e che da quell’esperienza suscitasse riflessioni che spesso vengono sottovalutate.

In questo caso specifico, quello del futuro dell’editoria digitale, sono andato ad indagare su quelle che dovrebbero essere le linee guida per il vero successo del progetto editoriale per supporti non cartacei. Il supporto cartaceo rappresenta un simbolo per la nostra cultura, un simbolo che ha in se una serie di valori aggiunti che non sono dati dal contenuto specifico. Calcare le strade del marketing e della pubblicità per il passaggio dal cartaceo al digitale senza tener conto di quelli che sono i valori più profondi che il prodotto editoriale a acquisito da Gutenberg a Steve Jobs rischia di generare una bolla che nessuno di noi desidera. A mio avviso è quindi necessario tenere conto di quanto stà dietro a quel gesto, a quel rito, che da cinquecento anni ci tiene attaccati alle pagine di libri, riviste e quotidiani.

10 Idee per un regalo di natale economico e divertente

Mix Stix Drumstick Wooden SpoonsA meno di dieci giorni dal Natale 2010 ho pensato di proporre una breve raccolta di gadget economici e divertenti da regalare ad amici, parenti e colleghi:

1. Half Full Glass – Il bicchiere positivo

2. Tea Sub – L’infusiera più beat che ci sia

3. Brain Freeze Ice Cube Molds – Per cocktail pieni di idee

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Che la forza del carattere sia con te!

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Montagne o Grattacieli?

dolomiti Non si capisce se il progettista che ha disegnato il nuovo marchio delle Dolomiti abbia scelto di disegnare dei grattacieli per non fare torto a nessuna valle o paese che popolano questa splendida regione. Ma ancor di più non si capisce cosa abbia visto in questo segno la commissione degli “esperti” che ha deciso di nominare vincitore l’empire state building.

Non si parla certamente delle cifre di Italia.it ma a pensare alle ore che devo spendere davanti ai fogli di carta ed allo schermo del mio computer prima di capitalizzare 30.000 euro mi vengono i brividi. Il secondo ed il terzo posizionato non avevano decisamente niente da invidiare al secondo e questo ce la dice lunga.

Dove sono i contenuti, quali le riflessioni e gli approfondimenti sul significato profondo delle Dolomiti patrimonio dell’Unesco?

Less is Next

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Stamattina (lo ammetto un pò in ritardo) ho cominciato a leggere la pubblicazione “Less is Next – per un design solidale e sostenibile”. Un libro scaturito da una serie di incontri tenutisi il 16 ottobre del 2008 organizzati dall’ISIA. L’adesione iniziale all Tokyo Design Declaration e l’introduzione promettono un approfondimento interessante sull’impostazione metodologica del volume.

Chiudo velocemente con una delle frasi presenti nelle considerazioni della commissione (pag. 15) “Nuove merci che non diventino sinonimo di falsa utilità del bene, ma di manifesta utilità per tutti!”

Un suggerimento che mi sento di accogliere con tutte le conseguenze che comporta.

(dalla Biblioteca di Borgo San Lorenzo)